Il piacere di riprodurre oggetti medievali , in particolar modo le armi, mi ha portato a cercare di capire com’erano costruite e che tipo di metallo si usava, una fonte molto interessante mi è sembrata la ricerca sulla metallurgia delle spade merovinge eseguita da tecnici francesi che hanno analizzato con metodo scientifico la composizione degli acciai. Queste ci dicono che l’acciaio era composto da ferrite, carbonio, silicio e Manganese,Zolfo, Fosforo ,questi ultimi in quantità irrilevante, la qualità dell’acciaio veniva migliorata attraverso procedimenti di carburazione o nitratazione.
Questi procedimenti aumentavano la qualità degli acciai ma costavano molto e richiedevano tempi lunghi per essere eseguiti il tutto faceva aumentare notevolmente il costo di una lama e solo nobili cavalieri e facoltosi signori che potevano permettersi di pagare una spada di pregevole lavorazione,.
Conoscendo la composizione dell’acciaio usato a quei tempi ho cercato di trovarne uno moderno che gli somigliasse il più possibile, posso dire che quello trovato corrisponde ad uno dei tanti acciai usati per costruire le balestre delle automobili, non rivelerò la sigla dell’acciaio tenendo per me questo piccolo segreto. Le caratteristiche di questo acciaio sono: buona elasticità, questo da la sicurezza che la lama non si spezzi facilmente ed una discreta resistenza all’usura del filo o tagliente a contatto con un’altra lama,queste sono caratteristiche di una buona lama, e comunque tutto può essere migliorato o peggiorato in base al grado di tempera che si applica al metallo,oltre un certo grado di indurimento si a una lama con taglienti molto duri e resistenti ma fragile con forti possibilità di rottura. Un ulteriore caratteristica per definire una buona spada è il bilanciamento, quando si impugna una spada non deve pesare in “punta” mentre deve dare la sensazione di leggerezza altrimenti nel combattimento il braccio che la guida si stancherà facilmente rallentandosi negli affondi e nelle parate. Un buon bilanciamento si ottiene costruendo correttamente la lama e equilibrandola con un pomo proporzionato al peso della stessa, il bilanciamento si può definire buono quando il fulcro della spada si trova circa quattro dita dopo l’elsa o elso.
Fino ad ora ho usato dei termini che definiscono le parti di una spada che non tutti conoscono proverò a chiarirli in modo più comprensibile: la spada e composta da una lama, suddivisa in tre parti, debole medio forte, il debole è la punta, il medio la parte centrale, il forte la parte verso l’impugnatura, ai lati della lama si trovano i taglienti al centro di questa vi è lo sguscio nel caso sia scavata o la costolatura nel caso opposto, dal forte la lama prosegue con il codolo su cui viene inserita l’elsa o guardia, sopra a questa l’impugnatura ed in ultimo il pomo
Tempera
La tempra è il principale trattamento termico al quale si sottopone l'acciaio, al fine di aumentarne la durezza. Si esegue riscaldando il metallo fino alla temperatura di formazione dell'austenite (da 760 °C a 870 °C) e quindi raffreddandolo rapidamente in acqua o in olio: il brusco raffreddamento trasforma l'austenite in martensite, estremamente dura. Questo processo crea nel metallo cospicue tensioni e deformazioni interne, che lo rendono più fragile.
Tali difetti possono essere eliminati mediante successivi trattamenti termici, ad esempio il rinvenimento o la ricottura: il primo consiste nel riscaldare nuovamente l'acciaio a temperatura più bassa, raffreddandolo poi rapidamente, mentre, nel caso della ricottura, il raffreddamento avviene lentamente in aria. Il rinvenimento diminuisce la durezza e la resistenza dell'acciaio e ne accresce la duttilità e la tenacità, mentre la ricottura elimina totalmente gli effetti della tempra. La sequenza tempra-rinvenimento prende il nome di bonifica.
Nell'esecuzione dei trattamenti termici dell'acciaio è necessario raggiungere, ma è importante non superare, le temperature prescritte. Un metodo empirico tradizionale per valutare tali temperature con buona approssimazione si basa sul colore assunto dal metallo riscaldato. Sono valide le seguenti equivalenze, dove la temperatura è espressa in gradi Celsius (°C): rosso nascente 525-550, rosso cupo 650-700, rosso vivo 800-850, rosso chiaro 900-950, arancio cupo 1000-1050, arancio chiaro 1100-1150, bianco nascente 1200-1250, bianco vivo 1300-1350, bianco abbagliante 1500
Cementazione Uno dei trattamenti usati per irrobustire le superfici dei prodotti in acciaio, al fine di renderli più resistenti all'abrasione e all'usura, mantenendo un nucleo dolce e tuttavia più solido. La cementazione è importante nella manifattura di ingranaggi, assi e altre parti di macchinari soggette a forte usura. L'indurimento si ottiene attraverso l'aggiunta di carbonio (carburazione) o di azoto (nitrurazione) alla superficie del pezzo. Uno dei trattamenti possibili consiste nell'immersione dell'acciaio in una fornace con carbone ardente (dal quale assorbe carbonio), a una temperatura compresa tra gli 800 e i 900 °C, per un periodo variabile da alcune ore a diversi giorni; subito dopo il pezzo viene immerso in acqua fredda.















